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Il Consiglio Superiore della Lingua Italiana
Posted By Luigi M. Reale On 19/9/2004 @ 2:35 pm In Lingua italiana | Comments Disabled
Il [1] Disegno di Legge 993 presentato dal Governo Berlusconi e attualmente in discussione al Senato della Repubblica Italiana propone l’istituzione del Consiglio Superiore della Lingua Italiana (CSLI).
Il modello sembra evidentemente quello francese del [2] Conseil Supérieur de la Langue Française [vedi anche [3] Conseil international de la langue française].
1. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Consiglio superiore della lingua italiana (CSLI).
2. Il CSLI è composto da:
3. I componenti di cui al comma 2, lettere a), b), c), d), e) e f) , possono essere sostituiti da un rispettivo delegato.
4. Il CSLI si avvale di comitati scientifici, permanenti o costituiti per specifici progetti, i cui componenti sono nominati dal Presidente del Consiglio dei ministri.
1. Il CSLI sovrintende, nell’ambito degli orientamenti generali definiti dal Governo, alla tutela, alla valorizzazione e alla diffusione della lingua italiana in Italia e all’estero, anche nell’ambito della più generale promozione della cultura nazionale, e collabora con istituzioni pubbliche e private che abbiano analoghe finalità.
2. Il CSLI formula le sue proposte al Governo, indica le modalità d’intervento e dà il proprio parere sulle questioni inerenti all’italofonia, redigendo un rapporto annuale sullo stato della lingua italiana.
3. Al CSLI sono demandati i seguenti compiti:
4. I comitati scientifici di cui all’articolo 1, comma 4, hanno il compito di svolgere o promuovere studi scientifici sulle questioni inerenti all’uso corretto della lingua italiana e di fornire ai diversi operatori culturali e in particolare agli operatori scolastici basi solide relativamente alla conoscenza delle strutture grammaticali e lessicali della lingua italiana.
1. Per le finalità della presente legge è autorizzata la spesa di un milione di euro annui a decorrere dall’anno 2004. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
tratto dal [19] sito del Senato della Repubblica Italiana
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori PASTORE, ASCIUTTI, BASILE, BATTAGLIA Antonio, BONGIORNO, CANTONI, CARRARA, CASTAGNETTI, CHERCHI, CHIRILLI, CICCANTI, CIRAMI, COMPAGNA, CURTO, D’AMBROSIO, DEGENNARO, DEMASI, FABBRI, FALCIER, FILIPPELLI, GIRFATTI, GUBETTI, IERVOLINO, IZZO, MAGNALBÒ, MELELEO, MINARDO, MONCADA LO GIUDICE di MONFORTE, MORRA, NESSA, NOCCO, NOVI, OGNIBENE, PACE, PALOMBO, PASINATO, PEDRIZZI, PIANETTA, PICCIONI, RIZZI, SALINI, SAMBIN, SCARABOSIO, SEMERARO, TOMASSINI, TRAVAGLIA, VALDITARA, SCOTTI, MAFFIOLI, COZZOLINO, BOSCETTO, GUBERT e DELL’UTRI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 21 DICEMBRE 2001
Onorevoli Senatori. – La lingua italiana conta 57 milioni di parlanti, più della Francia e della Gran Bretagna, con un bacino potenziale di utenza valutato intorno ai 120 milioni di persone. È tra le lingue comprimarie dell’Unione europea (nel 1980 un’inchiesta condotta dalla stampa francese le assegnava il terzo posto come possibile «lingua europea»), ed una delle lingue ufficiali della Confederazione elvetica. È conosciuta e parlata in molti paesi del Mediterraneo ed inoltre è una grande lingua di cultura. L’arte, l’opera lirica e, in tempi più recenti, la moda e il cinema, hanno parlato italiano al mondo, senza contare l’Umanesimo e il Rinascimento, conosciuti e studiati dappertutto.
La lingua è un «bene culturale» non meno importante delle pinacoteche, anche se non può essere rinchiusa in un museo, e come tale va difesa e promossa, così come hanno fatto e fanno molti paesi europei ed extraeuropei.
Ma la lingua è anche un bene sociale, che va difeso dall’infiltrazione di tutte quelle espressioni incongrue e disorientanti per i più, che non provengono unicamente dall’adozione indiscriminata di parole straniere, ma anche da neologismi incomprensibili ed accentuazioni vernacolari.
Ciò è tanto più necessario nel nostro paese, dove, per cause antiche e recenti, manca un modello di lingua in cui tutti possano riconoscersi salvando le dinamiche linguistiche regionali, ma senza che «i cambiamenti sperimentati dalla lingua nel suo costante adattamento alle esigenze dei parlanti spezzino la sua fondamentale unità» (cfr. Norma statutaria della Real Academia Española de la Lengua).
In un recente seminario sulla qualità del processo legislativo si è parlato addirittura di una «sindrome di smarrimento» che colpisce i destinatari di certe disposizioni giuridiche e amministrative a causa della loro formulazione nebulosa e contorta, che oltretutto ne impedisce anche una corretta applicazione. È una sindrome di cui dovrebbero tener conto politici e giuristi per recuperare l’attenzione di quell’italiano «smarrito» per il quale oggi risulta difficile anche aprire un giornale.
Gli stessi telegiornali, che in Gran Bretagna sono stati uno dei mezzi di diffusione dello standard nazionale, il cosiddetto BBC English, sono divenuti nell’ultimo decennio il veicolo di un uso asfittico, frettoloso e non di rado distorto della lingua.
Globalizzazione e rivoluzione informatica sono occasioni per ridisegnare il profilo dell’italiano, non per annunciarne, o auspicarne, la fine come fanno i soliti profeti di sventure.
Il nostro è l’unico paese la cui lingua ufficiale non è dichiarata neppure dalla Costituzione, l’unico che fa poco o nulla per la propria voce; ancor meno di ciò che per la lingua italiana fa la Svizzera.
Per contrastare lo scadimento della nostra lingua con la sua conseguente perdita di prestigio in ambito europeo e internazionale ed anche in considerazione delle iniziative assunte dagli altri paesi dell’Unione europea, è urgente dare al nostro paese una rappresentanza linguistica ufficiale in ambito nazionale e comunitario mediante un apposito organismo, il Consiglio superiore della lingua italiana (CSLI).
Il disegno di legge si compone di cinque articoli.
L’articolo 1 istituisce, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Consiglio superiore della lingua italiana (CSLI).
Con l’articolo 2 si prospetta un quadro di indirizzo generale: gli obiettivi del Consiglio, le modalità di intervento, la redazione di un rapporto annuale sullo stato della nostra lingua, le collaborazioni di cui il Consiglio si avvale per lo svolgimento della sua attività.
L’articolo 3 indica la composizione dell’organo: il Presidente, due membri di diritto, un segretario, due membri in rappresentanza dell’Accademia della Crusca e della Società Dante Alighieri.
Nell’articolo 4 sono precisati i compiti e le finalità del Consiglio: uniformarsi ad un modello di lingua in cui tutti possano riconoscersi, indicare espressioni linguistiche semplici da usare nell’ambito delle amministrazioni pubbliche e private, favorire l’uso della «buona lingua» e l’italofonia, promuovere l’arricchimento della lingua e valorizzare l’italiano nel mondo (l’italiano è una grande lingua di cultura e rappresenta, con il latino, uno dei pilastri della cultura umanistica studiata in tutto il mondo); valorizzare anche i dialetti e le aree che essi rappresentano nell’ambito di tradizioni regionali tipicamente italiane, specie in un momento in cui ogni regione dovrà avere la possibilità di esprimersi in una dinamica linguistica adeguata alle esigenze locali, affinchè sia in condizione di offrire il massimo delle sue potenzialità; promuovere l’insegnamento delle lingue straniere in chiave di diversità culturale, e non di ibridazione, allo scopo di acquisire le conoscenze interlinguistiche necessarie per la costruzione dell’Europa.
L’articolo 5 indica l’attività dei comitati scientifici nell’ambito del Consiglio, con i seguenti compiti fondamentali: studio scientifico di tutte le questioni relative all’uso corretto della lingua (sistemazione grammaticale, neologismi, linguaggi settoriali, termini presi in prestito da altre lingue); elaborazione di una grammatica ufficiale della lingua italiana e compilazione di un dizionario d’uso, da aggiornare costantemente.
(Istituzione)
1. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Consiglio superiore della lingua italiana (CSLI).
(Obiettivi)
1. Il CSLI ha il compito di sovrintendere, nell’ambito degli orientamenti generali definiti dalla Presidenza della Repubblica e dal Governo, alla tutela, alla promozione ed alla diffusione della lingua italiana in Italia e fuori dell’Italia, ed alla politica nei confronti delle lingue straniere.
2. Il CSLI formula le sue proposte al Governo, indica le modalità d’intervento e dà il
proprio parere sulle questioni inerenti all’italofonia, redigendo un rapporto annuale sullo stato della nostra lingua.
3. Il CSLI si avvale, per lo svolgimento della sua opera, di comitati scientifici permanenti o scelti per i singoli progetti.
(Composizione dell’organo)
1. Il CSLI è composto da:
2. Ai componenti di cui al comma 1 possono aggiungersi non più di due membri designati in rappresentanza dei comitati scientifici costituiti nell’ambito dello stesso CSLI.
1. Al CSLI sono demandati i seguenti compiti:
1. Nell’ambito del CSLI operano appositi comitati scientifici, nominati dal Presidente del Consiglio dei ministri, con i seguenti compiti fondamentali:
a) studio scientifico di tutte le questioni inerenti all’uso corretto dell’italiano;
b)elaborazione di una grammatica «ufficiale» della lingua italiana e compilazione di un dizionario dell’«uso», da mantenere in costante aggiornamento.
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[1] Disegno di Legge 993: #993
[2] Conseil Supérieur de la Langue Française: http://www.culture.gouv.fr/culture/dglf/politique-langue/cslf-accueil.html
[3] Conseil international de la langue française: http://www.cilf.org/
[4] Senato della Repubblica Italiana: http://www.senato.it/leg/14/Bgt/Schede/Ddliter/16482.htm
[5] http://www.grtv.it/2002/dicembre2002/10dicembre2002/alighieri7.htm: http://www.grtv.it/2002/dicembre2002/10dicembre2002/alighieri7.htm
[6] http://www.paviaquarto.it/onair/xgeneins/cor1313.htm: http://www.paviaquarto.it/onair/xgeneins/cor1313.htm
[7] http://www.senato.it/dsulivo/interviste/2003/int030219.htm: http://www.senato.it/dsulivo/interviste/2003/int030219.htm
[8] http://www.uemilano.it/multilinguismo/serianni.html: http://www.uemilano.it/multilinguismo/serianni.html
[9] http://www.uemilano.it/multilinguismo/lettera_michel.html: http://www.uemilano.it/multilinguismo/lettera_michel.html
[10] http://news2000.libero.it/editoriali/edc25.html: http://news2000.libero.it/editoriali/edc25.html
[11] http://www.uniud.it/cip/cip_news.htm: http://www.uniud.it/cip/cip_news.htm
[12] L’Unità Dossier: http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=DOSSIER&TOPIC_TIPO=E&TOPIC_ID=26618&DOSSIER
_ID=68
[13] http://www.newsitaliapress.it/interna.asp?sez=265&info=57162: http://www.newsitaliapress.it/interna.asp?sez=265&info=57162
[14] http://www.accademiadellacrusca.it/nascita_consiglio_lingue_europee.shtml: http://www.accademiadellacrusca.it/nascita_consiglio_lingue_europee.shtml
[15] http://www.corriere.it/speciali/crusca/federazione.shtml: http://www.corriere.it/speciali/crusca/federazione.shtml
[16] http://www.mclink.it/com/inform/art/04n025a2.htm: http://www.mclink.it/com/inform/art/04n025a2.htm
[17] http://www.treccani.it/site/storia_storie/archivio/difesalingua.htm: http://www.treccani.it/site/storia_storie/archivio/difesalingua.htm
[18] http://www.geocities.com/celeuropa/Activitates/Gispl/Gispl.html: http://www.geocities.com/celeuropa/Activitates/Gispl/Gispl.html
[19] sito del Senato della Repubblica Italiana: http://www.senato.it/bgt/ShowDoc.asp?leg=14&id=00057558&tipodoc=Ddlpres&modo=PRODUZIO
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